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Gilera

Gilera

Il fondatore fu Giuseppe Gilera (1887-1971) il quale partito dal nulla installò con grandi sacrifici la prima fabbrica a Milano nel 1909. Egli ebbe sempre una grande passione per la meccanica ed i motori. Fin da giovanissimo, si cimentò nella costruzione di biciclette e motociclette con un motore inventato da lui. Nel 1912 iscrisse la sua ditta alla Camera di Commercio di Milano per il “commercio e la fabbricazione di motocicli” e la sua officina di Corso XXII Marzo dovette ben presto essere allargata. Ebbe subito grande successo e durante la Prima Guerra Mondiale si spostò ad Arcore. La necessità di spazi molto ampi gli fece scegliere un’area
lungo la statale per Lecco, vicino alla ferrovia. All’inizio occupava un solo grande capannone dove produceva proiettili e biciclette per l’esercito; dopo poco acquistò un altro terreno verso Vimercate e costruì una fabbrica moderna. La conduzione inizialmente fu di tipo familiare e il signor Gilera venne aiutato dalla moglie e dal fratello Luigi.
Dal 1919 costruì moto monocilindriche e si lanciò personalmente a gareggiare ottenendo grandi successi. Nel 1930 era noto in tutto il mondo per le campagne pubblicitarie che portavano la firma di ottimi disegnatori. Nel 1936 rilevò dalla Caproni il progetto della moto “Rondine” a quattro cilindri molto adatta per le corse, modificata in seguito a più riprese. Prima della Seconda Guerra Mondiale la Gilera occupava 700 dipendenti ed era una fabbrica d’avanguardia tanto che si dedicò alle forniture militari ed iniziò a produrre motoveicoli con modelli che durarono in listino fino al 1963. Passò dalla produzione artigianale a quella industriale nel 1950 con 900 dipendenti e con l’introduzione della catena di montaggio ed il ciclo completo di tutte le lavorazioni. Nel 1956 morì il figlio che doveva essere l’erede della Ditta e alla fine del 1957 la Gilera decise di abbandonare le gare motociclistiche. Negli anni Sessanta iniziò il declino che portò alla cessione di tutte le attività industriali alla Piaggio. Oggi è interessante vedere la riconversione industriale dell’area un tempo occupata dalla Galera con molte aziende di piccola e media dimensione per non disperdere un patrimonio di meccanica e di competenze notevoli.