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Imprenditorialità

La città di Monza dalla metà dell’Ottocento al 1930 passa da città-paese a città internazionale; nasce una meccanizzazione del lavoro che da artigianale diventa altamente specializzato, nascono grandi industrie che arriveranno a produrre anche parti meccaniche dei loro utensili. I proprietari e gli industriali si informano con grande prontezza su tutto quello che si produce all’estero. Oltre all’industria del cappello, sono state prese in considerazione altre realtà imprenditoriali monzesi: vogliamo ricordare fra queste la manifattura BBB, che ha avuto un rapidissimo sviluppo e una grande capacità e vivacità nell’organizzarsi. Fondata da Angelo Borghi, che nel 1915 era rappresentante di filati, si è rapidamente ingrandita nel giro di pochi decenni sino a diventare un’industria dal ciclo completo di lavorazione: dal greggio ai filati. Fu tra le prime ad utilizzare il sistema informatico IBM e a mostrare attenzione all’aspetto grafico del marketing: il loro celebre logo, studiato dal grafico Seneca nei primi anni Cinquanta, è conosciuto come “la donnina”. L’imprenditorialità familiare è un aspetto che caratterizza molte altre industrie della zona, suscitando grande interesse, dalla Pagnoni alla Tessitura Pastori&Casanova, dalla Fratelli Aletti di Monza che costruiva organi alla Gilera di Arcore ceduta nel 1963 alla Piaggio fino al Cotonificio Antonio Cederna, operante dal 1887 a Monza, che per i suoi operai realizzò un quartiere abitativo modello.