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storie

12 ottobre 2006

Giuseppe Cuzzi

Nato a Nava di Missaglia in Brianza nel 1843, si chiamava Giuseppe Cuzzi. A diciassette anni si arruolò fra i garibaldini, prese parte all’impresa dei Mille e il 2 ottobre 1860 venne ferito nel corso della battaglia del Volturno. Dieci anni dopo fu ancora accanto a Garibaldi in difesa dei francesi impegnati contro l’esercito prussiano, e all’inizio del 1871 partecipò alla difesa di Digione. Nel luglio 1875, in Bosnia-Erzegovina, combatté accanto alla popolazione vanamente insorta contro la dominazione turca.
Tornato in Italia, per conto della Società d’Esplorazione commerciale di Milano intraprende due viaggi successivi nel Sudan. In quegli anni il Sudan era sotto il dominio anglo-egiziano, che aveva stabilito a Khartoum la sede del governatorato, affidato fin dal 1873 al generale inglese Charles G. Gordon. Questi, per conto della regina d’Inghilterra, nomina Cuzzi suo rappresentante e agente consolare con sede a Berber, una importante città sulle rive del Nilo nel Sudan settentrionale. Ma nel 1881 inizia una rivolta islamica, guidata dall’arabo Muhammad Ahmad detto il Mahdi, ossia “il salvatore”, che progressivamente conquista tutto il Sudan. Nel maggio 1884 Berber viene conquistata dal Mahdi e Cuzzi fatto prigioniero; poco dopo viene assalita Khartoum che si arrende dopo tre mesi di assedio.
Il 26 gennaio 1885 il generale Gordon viene ucciso e la sua testa consegnata al Mahdi. Cuzzi viene trasferito a Omdurman, allora un villaggio posto alla confluenza del Nilo bianco e del Nilo azzurro, a ovest di Khartoum, e qui trascorre i quattordici lunghi anni di prigionia presso una tribù di dervisci. In questi anni al Cuzzi viene imposta una moglie derviscia, dalla quale ha una bambina, nata intorno al 1892.
I duri anni di prigionia si concludono nel 1898, quando l’esercito anglo-egiziano rovescia il dominio del Mahdi e riconquista il Sudan. Finalmente Cuzzi può tornare in Italia insieme alla figlia, accolto con molti festeggiamenti. Il 16 novembre 1899 la bambina viene battezzata nella cappella del Palazzo Reale di Milano, e madrina è la regina Margherita, che le impone i nomi di Maria Margherita Umberta, e provvede affinché sia affidata al Collegio Bianchi di Lambrugo in Brianza.
Nel 1900 Giuseppe Cuzzi pubblica a Lipsia, in tedesco, il diario degli anni di prigionia; muore nel 1923. Nel 1943, in occasione del centenario della sua nascita, a Milano, nella zona di Viale Certosa, una via viene intestata a suo nome, e le autorità fasciste, a Missaglia, lo celebrano chiamandolo “anticipatore dei nostri destini africani”. In quella occasione, alla presenza di molte autorità, anche Maria Margherita Umberta, la figlia del pioniere, viene molto festeggiata.

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